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GenovaBene intervista gli ideatori di “Vegetti”

11144892_867793776576634_1997215934_o “La serie che era meglio ai miei tempi”

Simone Vigilante intervista Edoardo Bellanti e Alice Corsi, fondatori di Wonderland Production e della web-serie “Vegetti“.

 

 

 

Come è nata Wonderland Production?

Frequentando l’università a Savona – Risponde Edoardo – ho iniziato a collaborare con Alice, programmando la web-radio del campus nel 2010.  L’anno successivo abbiamo deciso di avviare alcuni progetti e trasformare il nostro hobby in un lavoro, fondando quella che oggi è Wonderland  Production. Circa un anno e mezzo fa abbiamo aperto la nostra sede “fisica” a Genova Nervi, essendo già liberi professionisti.

Di cosa vi occupate?

Realizziamo ogni tipo di produzione audiovisiva (dai video aziendali, agli spot, dai videoclip musicali al cortometraggi), con particolare attenzione alle nuove tecnologie e ai nuovi linguaggi (video interattivi, realtà virtuale, 3D). Tra i tanti nostri prodotti ne spicca uno: il videoclip in 3D “The way”, arrivato in finale ai Los Angeles 3D Film Festival e riprodotto a Barcellona e Praga.

Dove possono essere visti i vostri lavori?

Abbiamo deciso che la maggior parte dei prodotti finiti del nostro studio vengano pubblicati sul web e non in televisione. Alcuni lavori vengono anche proiettati al cinema durante i festival. I primi videoclip sono stati esportati all’estero. Volevamo farci conoscere anche in Italia, soprattutto a Genova; abbiamo così ideato “Vegetti”, una web-serie 100% Genovese, localizzandoci nel locale e limitandoci geograficamente.

Come è nata la serie?

Viaggiando in treno tra casa e università, ci capitava spesso di imitare i mugugnoni Genovesi (i <<vegetti>>, ndr) e pensavamo fosse bello poterci lavorare sù. Purtroppo, al suo tempo, l’idea è rimasta nel cassetto. Alcuni anni dopo, con le condizioni a favore, abbiamo deciso di avviare il progetto.

Perché “Vegetti”?

Per poter incentivare la cultura della città di Genova, richiamare ai giovani le tradizioni e i detti. Inizialmente, 7 anni fa, pensavamo di creare degli sketch radiofonici ma abbiamo abbandonato l’idea.

Per attirare il popolo del web, le puntate sono basate sulla brevità e sulla presa in giro, il dialetto non è puro e si hanno dei riferimenti alla comicità di Govi, di cui abbiamo avuto commenti positivi.

Come vi finanziate?

Per Vegetti, la prima stagione è stata auto-finanziata, per poter avviarne una seconda siamo in ricerca di sponsor. Avevamo bisogno di una produzione dal basso costo, perciò tutta la puntata è girata in camera fissa.

I clienti privati, invece, ci chiedono di realizzare e noi portiamo avanti i lavori in parallelo dietro compenso. Sfruttiamo queste opportunità di lavoro anche per sperimentare nuove tecnologie o nuovi linguaggi o per trattare storie o argomenti di cui abbiamo idee che ci convincono particolarmente, oppure semplicemente per promouoverci. Crediamo molto nella ricerca come strumento per crescere e rimanere sempre al passo con i tempi, e anche per questo lavoriamo spesso a stretto contatto con l’Università di Genova proprio su questo aspetto.

Con lo sponsor cosa cambierà?

KdZA2VrtOgy9S2IBbeM00m6jH5HWuNGfKcVLTW3SweeEQ_XDdiCVZ7j9fnhOB9wmXrQ6Xg=w1326-h486Anche piccoli enti o negozi possono sponsorizzare (dato il modesto prezzo di produzione, ndr) una o più puntate, portando finanziamenti e ricevendo in cambio uno spazio promozionale all’interno delle puntate.

Su chi può sponsorizzare la serie, abbiamo previsto vari livelli e varie possibilità, che possono anche viaggiare in modo parallelo, proprio per fare in modo che la serie si possa adattare il più possibile agli obiettivi di chi vorrà finanziarla. Da un lato c’è la possibilità per editori o proprietari di portali di informazione on-line locali, di sponsorizzare un’intera stagione e poterla quindi trasmettere in esclusiva, avendo un prodotto già strutturato e ottimizzato per la fruizione via web, sia nella forma che nei contenuti, con la possibilità a loro volta di vendere spazi pubblicitari all’interno della serie stessa. Dall’altro, visto il basso costo di produzione, anche attività locali possono sponsorizzare una o più puntate, in cambio di product placement nel caso ad esempio di prodotti artigianali, oppure in cambio delle riprese direttamente in location nel caso di locali o eventi. Inoltre, avendo un’impronta molto territoariale, può essere uno strumento per la promozione turistica e locale, non solo di proodotti e tradizioni, ma anche dei luoghi in generale, andando quindi a rivolgerci in questo caso ad enti locali.

Quante puntate sono in programma per la prima stagione?

In totale 13, alcune devono ancora uscire. La puntata vera e propria esce ogni lunedì sia sui social, sia su YouTube. “Mugugni extra” (una clip degli strafalcioni degli attori e dei “dietro le quinte”, sic), viene pubblicata ogni venerdì solo sui social.

Quante persone conta il vostro Team di Vegetti?11100661_867793766576635_1154203043_o

Per la regia siamo io e Edoardo. Gli attori sono 2: Gino e Beppe. Gli autori oltre a noi due sono: Felice Rossello, Elisa Bruno e Davide Trentini; per le musiche: Marcello Bellanti e il logo è disegnato da Letizia Bignotti. In totale siamo in 9.

Dove viene girata la serie?

La puntata si svolge, solitamente, a una fermata dell’autobus, in un luogo pubblico o davanti a un cantiere; questo per la promozione territoriale di Genova.

Chi si “nasconde” dietro i Vegetti?

Beppe è interpretato da Gianni Way, commerciante e presidente del gruppo teatrale Don Bosco di Varazze; Alfredo Valle (pensionato) ha la parte di Gino.

Quali aggettivi attribuiste loro?

Complicato! Sono molto diversi tra loro! Gino è un Genovese DOC, Beppe uno sportivo in cerca dell’ultima moda. In comune hanno due attributi: divertenti e mugugnoni, come tutti i vegetti Genovesi.

Alla serie, invece, quale aggettivo dareste?

Glocale. Un aggettivo composto da globale e locale

Perché?

È una realtà locale che vale per tutto il mondo.

Intervista a cura di Simone Vigilante

Immagini di Wonderland Production

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