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Come si festeggiava il San Valentino a Genova tanto tempo fa

Vi sembrerà strano, ma a Genova la festa degli innamorati tanto tempo fa non era il 14 febbraio, giorno di San Valentino, ma il 24 giugno giorno di San Giovanni Battista.

Dai falò accesi in suo onore le giovani coppie genovesi ricavavano delle fiaccole, ed in base alla durata della fiamma traevano auspici sul buono o cattivo esito della loro storia. La tradizione infatti non è andata persa, ed è possibile ritrovarla in alcuni paesi dell’ entroterra.

Durante la vigilia di San Giovanni le ragazze di Genova, mettevano sul davanzale della loro stanza un fiore chiuso di cardo (spinon), se questo si apriva durante la notte la fanciulla si sarebbe sposata presto ed il marito le sarebbe rimasto fedele per sempre.

Un altro santo a cui le ragazze genovesi si affidavano per trovare marito era Sant’ Antonio da Padova, esiste infatti una giaculatoria in dialetto Genovese che recita così: ” Un pater, ave e gloria a ono de Sant’ Antonin, ch’o me dagghe bon galente e bon cammin”.

Però c’è anche il detto che affermava che se S. Antonio dava frequentemente un buon marito, altrettanto presto lo voleva in cielo…

Nel Medioevo invece c’era la credenza che se una donna portasse sul suo corpo uno stelo di basilico avrebbe attratto diversi uomini e suscitato irresistibili amori. Un’altra pratica di buon auspicio era quella di cucire un capello nell’abito nuziale di una amica che si sposava.

Una pratica curiosa era quella di lanciare a Capodanno una pantofola contro l’uscio della porta di casa. Se la pantofola cadeva con la punta rivolta verso l’esterno, la fanciulla avrebbe presto cambiato casa e trovato marito. Ma se la punta era rivolta verso casa, la giovane doveva passare un altro anno con i suoi genitori.

Mentre per i ragazzi in cerca di una sposa, c’era la pratica del “maggio”, diffusa in tutta la Liguria. A Calendimaggio il giovane innamorato posava un alberello o uno ramo fiorito decorato con dolciumi sulla soglia della ragazza dei suoi sogni, in modo che tutti potessero vederlo. La ragazza poteva portare in casa il dono o meno, mostrando a tutto il paese se accettava il corteggiamento.
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